Nuova campagna advertising per Levi’s

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Levi’s Europa ha lanciato la nuva campagna per la collezione 2007 uomo/donna di jeans. 100 anni di storia in differenti step per mostrare l’eredità che si trascina dietro questo brand, forse puntando a consolidare la sua immagine contro una miriade di fuochi fatui della jeanseria che presentano collezioni per qualche anno per poi sparire nell’oblio dei “brand non affermati”.

levi’s adv

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Uniqlo propone un denim giapponese a prezzi…possibili?

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Il famoso marchio giapponese sta lanciando la collezione di jeans di alta gamma. Vengono dal Giappone i migliori denim del mondo e per avere un paio di jeans con tessuti giapponesi di soliti si è costretti a pagare cifre decisamente non cheap.
Uniqlo ha 750 negozi nel modo e grazie alla sua forza riesce a contrattare con i fornitori prezzi decisamente interessanti.
In virtù di questa posizione Uniqlo si appresta a vendere fuori dal Giappone jeans con denim giapponese ad un prezzo veramente basso: dai 39.50 dollari au 59.95 dollari.
Che dire? Aspettiamo a toccarli con mano…

uniqlo

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Lips Jeans riporta la ricerca sugli anni ’70 al centro dell’attenzione

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Se siete tra quelle persone che spendono interi pomeriggi alla ricerca di vecchia capi di abbigliamento degli anni ’70 nei mercatini più nascosti ed inarrivabili, forse c’è un nuovo brand che potrebbe aiutarvi: Lips Jeans ha appena lanciato una collezione che si ispira allo stile e ai colori degli anni ’70. Gambe strettissime e pantaloni a zampa d’elefante? Arrivano!

lips jeans

lips jeans

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Jeans AMK uomo: articolo au0151/207622r-70

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Fit rigorosamente asciutto per questo denim AMK, con un finto risvolto in fondo alla gamba presente solo nella parte posteriore.
Le spesse cuciture seguono la forma delle tasche posteriori rifinite in pelle.
Richiama l’attenzione il logo cucito in alto, che crea un effetto visivo di forte contrasto con il colore del jeans.
È consigliato a chi vuole sentirsi “diverso”, ama osare un po’ di più per avere un prodotto di tendenza e di pura ricerca.

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Henry III Generation: denim italiano, respiro statunitense e mente afgana

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Angie Ahmadi-Miller è un rifugiato afgano che ha creato un nuovo marchio di jeans:Henry III Generation. Ora Angie vive negli Stati Uniti…ma i suoi pantaloni hanno l’Italia nel cuore: la migliore qualità di denim italiano è modellata dallo stilista per ottenere un fit che dia slancio alle gambe di chi li indossa.
Henry III Generation viene presentato come un “brand con una coscienza” in quanto una percentuale sui profitti viene versata per aiutare donne e bambini che sono stati vittime della guerra o di regimi oppressivi.

Henry III Generation

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Jeans We Are uomo: articolo vu 1573 vo50 v2

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Questi jeans hanno una vestibilità asciutta, con una vita leggermente bassa.
Un lavaggio molto studiato e ricercato, veramente di ottima fattura è una cosa che risalta risalta particolarmente guardando questo pantalone. È un prodotto decisamente ben costruito, nel suo insieme.
Tra i particolari degni di interesse: il bottone gioiello, un gancetto a chiusura e piccole borchie a lato del passante. Questo è forse la caratteristica che lo differenzia da tutti gli altri jeans della collezione.
Le tasche posteriori hanno il logo ricamato e piccole fibie con il marchio inciso su ognuna.
Consigliao ar chi è alla ricerca di un jeans alternativo grintoso ma facilmente portabile.

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Won Hundred inizia con i suoi jeans

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Il brand Won Hundred, nato nel 2004, ha presentato la sua collezione di jeans per uomo e per donna. Ideato dallo stilista danese Nicolaj Nielsen con lo scopo di offrire la sua personale interetazione di un vestiario che rifletta l’anima dell’ambiente dove viviamo, il marchio si è fatto conoscere anche fuori della Danimarca e ha ricevuto interessanti recensioni da parte della stampa specializzata internazionale.
L’ispirazione derivana dai movimenti della città, dalle culture urbane che si mescolano e si sovrappongono, una ispirazione “da strada” che vuole connaturare la sua identità.

Won Hundred 01

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Takumi jeans, un brand americano made in japan

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Non cessa l’invasione nipponica del denim. L’etichetta Takumi è tutta americana ma prende forza da una produzione manuale giapponese che, ad onor del vero, ci restituisce un jeans di tutto rispetto. Cuciture profonde, tessuti di ottima qualità, vestibilità classiche sulla gamba sono le premesse che ci fanno desiderare di iniziare ad indossare questo jeans che promette di migliorare invecchiandoci addosso…

takumi

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Gisele Bundchen per la coreana Tug

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Gisele Bundchen è la top model più pagata del mondo…e, come ha detto qualcuno, non è difficile capire perchè. Gisele ha firmato per la coreana Tug jeans. Ecco una campagna che lega indissolubilmente il prodotto ad un visto…e ad un corpo.

gisele per tug 1

 

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Kuyichi e il jeans organico

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kuyichi 01

Kuyichi è un nuovo denim organico che si sta facendo conoscere: l’obiettivo dell’azienda è quello di sviluppare materiali organici con processi ecologici combinandole ultime tendenze dello stile.
Kuyichi è stato creato nel 200 da Solidaridad, una fondazione non governativa che ha come obiettivo la riduzione della povertà.
Il cotone organico viene comprato dagli agricoltori peruviani che loro incoraggiano a diventare comproprietari dei loro terreni, affinchè possano dividersi responsabilità e profitti.

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Moda Cycle

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Prodotta dalla Italservice di Padova, Cycle punta sull’espansione estera guardando verso Giappone e Usa. Pescare dal passato per reinterpretare lo stile del presente.
Il progetto Moda Cycle è nato nel 2000, in collaborazione con Italservices, azienda di Padova cui è affidata la produzione, dalle matite di Andrea Bertin e Elena Boaretto, giovanissimi creativi padovani cresciuti professionalmente in Fashion Box.

Visita il sito

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jeans RA-RE uomo: articolo rm1141 09-5643

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Questo modello si segnala per l’ottima vestibilità nel suo complesso. Il fit slancia la gamba con un taglio asciutto. Il lavaggio a cui è stato sottoposto gli conferisce un aspetto pulito ma grintoso.
Il passante dietro è un particolare decisamente interessante, come pure l’etichetta del logo molto grande, in pelle.
È sicuramente adatto per chi vuole un jeans giovane ma non troppo eccessivo, o per chi cerca un buon abbinamento con una giacca elegante.
È un’ottima alternativa ad un pantalone più classico, non solo per il tempo libero.

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Stop alle pubblicità gay di Toscani

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L’ultima campagna pubblicitaria-shock di Oliviero Toscani – cartelloni di sei metri per tre che ritraggono due uomini che si baciano e si toccano all’altezza delle parti intime – è finita nel mirino del Comitato di controllo dell’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria (Iap), che ne ha vietato la prosecuzione dell’affissione. Un provvedimento cui Toscani ha reagito con evidente irritazione: “Basta! Ancora una volta questi blocchi. La Iap non ha nessun potere per bloccare una campagna pubblicitaria: sono solo una corporazione. Quando mi fermerà la giustizia ordinaria: mi fermerò. A me nessun giudice mi ha mai convocato“.

“Loro non possono bloccare niente – ha aggiunto Toscani – Sa perché ce l’hanno con me? Perché gli investitori sanno che se io faccio una cosa ne parlano tutti e questo rovina il mercato. E poi che cosa vogliono bloccare: ormai la campagna Re-re è bella che finita“.

I manifesti, già esposti ai primi di settembre, avevano suscitato le proteste di molti cittadini: da qui l’intervento del Comitato. Che ha ordinato non di eliminare i cartelloni già affissi – che reclamizzano la Ra-re, ditta di abbigliamento maschile – ma di smettere di affiggerne altri.

L’ingiunzione è stata decisa il 14 settembre, ma è diventata effettiva soltanto dieci giorni dopo. Successivamente il testo del provvedimento è stato diffuso su internet, nel sito dello Iap. “L’ostentazione volgare e provocatoria di situazioni legate all’intimità sessuale – si legge nel testo – porta la comunicazione a scadere in una inaccettabile lesione della sensibilità del pubblico”.

I messaggi – prosegue il testo – “oltre a turbare un pubblico adulto, possono colpire l’attenzione dei minori che non hanno chiavi di lettura per capire le immagini, provocando loro ansia e disagio”. E poi c’è “la netta incongruità tra la comunicazione pubblicitaria avente fini meramente commerciali e le immagini diffuse”.

Non si tratta né di censura né di discriminazione contro gli omosessuali – hanno spiegato allo Iap - ma di semplice tutela della sensibilità dei cittadini, soprattutto dei minori. Se si fosse trattato di eterosessuali sarebbe stato lo stesso“.

Dello Iap fanno parte le imprese che investono in pubblicità, le organizzazioni professionali del settore e i mezzi di diffusione della pubblicità. Tutti soggetti che si sono dotati di un codice di autodisciplina.

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