Siamo così entusiasti di una chiacchierata con Shannon Sadler, il creatore di ONVIS, che ve la proponiamo sotto forma di intervista. Mezzo italiano e mezzo parigino, il creativo ha trascorsi nel mondo del denim a Londra e negli USA, a contatto con i maggiori produttori di Jeans al mondo; ci racconta di se a poco più di un anno dal lancio di Truestories, la prima linea di Jeans “da vivere in prima persona” di cui ON ha già parlato. E pure confezionato assieme un evento strepitoso.

Allora Shannon, quanto tempo ti ci è voluto per creare quello che oggi è ONVIS?
In tutto due o tre annetti di incubazione.
Quali sono state le tue ispirazioni?
Beh sai, lavoro nel campo dei jeans da 7-8 anni: stilisti e lavanderie mi chiedevano di replicare la tanto agognata usura dei jeans, in modo che fosse la più veritiera possibile. Il mio lavoro è stato quello di dare loro la tecnologia necessaria, l’ho fatto con successo. Poi ho girato molto in tutto il mondo, conosciuto molte personalità del settore del denim. Ci vuole capacità d’osservazione e riflessione, bisogna interiorizzare le proprie conoscenze con la realtà che incontri; particolarmente importante è stato un incontro a Los Angeles con Adriano Goldschmied (ndr, noi di ON ne abbiamo parlato qui), abbiamo discusso assieme sulla problematica del denim invecchiato. Poco dopo nasce e si concretizza l’idea ONVIS, un punto d’incontro che sintetizza numerosi concetti.
Ti va di spiegarceli?
Certo. Sembrerà strano, ma ONVIS, in poche parole, è un incrocio di marketing ed idee tra Ryanair e il Grande Fratello. E’ un prodotto semplice e accessibile, che permette alle persone di vivere in diretta il proprio jeans: la nostra linea Bluevirgin è nata proprio per questo. I grandi nomi cercano di dare qualcosa di “vintage”, ma lo fanno in maniera artificiosa e questo va bene fino ad un certo punto, ovvero solo per le fashion victims. Noi riusciamo a dare alla gente qualcosa di più.
Il famoso jeans da indossare e scolorire/usare “vivendolo” è stata davvero un’idea geniale, e noi di ON siamo molto contenti di vedere da vicino i tuoi prodotti. Ma il vostro mercato come si sta sviluppando?
Noi puntiamo molto sul WEB, e i mercati che rispondono di più sono gli USA, il Regno Unito, la Scandinavia. Voi siete uno dei pochi negozi a cui ci affidiamo per la vendita fisica. A dire la verità però, in Italia vendiamo un po’ meno.
Come mai? Da noi si guarda forse troppo la griffe?
In Italia osserviamo grosse vendite solo quando i giornali parlano di noi, proprio successivamente all’uscita degli articoli. Nel resto del mondo invece il nostro nome si alimenta in maniera naturale, tra i blog e i forum del settore; ONVIS è apprezzato da chi fa molta “ricerca” del proprio stile, e non compra solo perché il giornale l’ha detto.
Prima di creare ONVIS, che jeans vestivi?
Ho lavorato a Londra per Replay, chiaramente vestivo quelli. Ma nell’armadio avevo naturalmente un paio di mitici LEVI’S 501… Com’erano economici all’epoca!! Un jeans fantastico.
